Una pietra d'inciampo per Mario Carucci, partigiano di Cavalleggeri

Una pietra d'inciampo per Mario Carucci, partigiano di Cavalleggeri
Come ogni anno l'associazione Arte in Memoria e la Sezione ANPI Aurelio Cavalleggeri hanno organizzato la posa di una pietra d'inciampo nel quartiere.
Ad essere ricordato è stato Mario Carucci, militare cattolico che dopo l'Armistizio si unì al gruppo comunista clandestino Bandiera Rossa. Catturato dai nazifascisti, fu incarcerato e torturato a Forte Bravetta, dove venne fucilato poco più che ventenne. A lui è dedicata anche la lapide del Partito della Sinistra Cristiana in Via della Cava Aurelia, dove ogni anno viene celebrato il 25 Aprile.
Gli Stolpersteine (pietre d’inciampo) sono un progetto artistico animato da ragioni etiche, storiche e politiche. Nel 1990, al cospetto di una signora che negava che a Colonia nel 1940 fossero stati deportati 1000 sinti come prova generale per la deportazione degli ebrei, l’artista tedesco Gunter Demnig decide di dedicare la sua vita e il suo lavoro alla memoria di tutti i deportati, razziali, politici, militari, rom e omosessuali, in tutto il mondo.
La battaglia in difesa della memoria del partigiano combattente di Cavalleggeri, però, non si limita alla posa della pietra d'inciampo. Come ha ricordato lo stesso presidente della Sezione Anpi Ugo Fanti, il Ministero della Difesa - nonostante le proteste dei familiari e dell'Anpi stessa - continua a considerare Mario Carucci un disertore, un'onta che andrà presto cancellata dalla memoria di chi si è battuto per la nostra libertà.