Venticinque anni di Biblioteche di Roma

Venticinque anni di Biblioteche di Roma
Ho seguito con partecipazione i 25 anni di Biblioteche di Roma, ora auguro a questa Istituzione, così amata da tanti cittadini romani, di evolversi all’insegna di una visione, di una politica sociale e culturale per la città metropolitana del XXI Secolo, così come ha fatto con successo nella fase espansiva della centralità della cultura.
Le istituzioni cambiano (lentamente ma cambiano), e innovazione è una parola usurata che ha perso buona parte del suo impatto positivo. Quello che conta è la direzione del cambiamento, cioè che ruolo, che spazio e quali relazioni il governo della Capitale insieme ai bibliotecari, affidano oggi alla cultura.

Una visione connettiva e partecipata, capace di disegnare la trama dei luoghi che fanno circolare le idee, rendono accessibile la conoscenza, nutrono la creatività e accolgono le persone mettendole in contatto fra loro e con il mondo. Biblioteche di Roma ha una storia, un’impronta, un radicamento nella città e nelle sue periferie, altrimenti abbandonate, questa storia va compresa nel presente e riletta alla luce del contesto attuale, altrimenti sarà il solito strappo del privo di fondamenta.

In vista delle prossime elezioni chiediamo ai candidati di misurarsi non con generici impegni ma con un programma degno di questo nome, elaborato anche nel confronto con i protagonisti della storia di questa Istituzione culturale.