Dopo l'abbattimento degli alberi a Boccea, serve un piano per la forestazione urbana

Dopo l'abbattimento degli alberi a Boccea, serve un piano per la forestazione urbana
L’abbattimento, denunciato dai cittadini, dei pini di Piazza dei Giureconsulti, è solo l’ultimo degli episodi che testimoniano l’assenza di una sensibilità ecologica delle Giunte di Virginia Raggi e Giuseppina Castagnetta.
Ma anche, e soprattutto, la mancanza di una strategia di mitigamento dei cambiamenti climatici, che tutte le grandi città italiane ed europee hanno ormai adottato. La forestazione urbana è ormai in tutto il mondo, dagli Stati Uniti dove sono partite le prime iniziative a città europee virtuose come Parigi e Milano, il perno di una strategia che mira non soltanto a ridurre il consumo di suolo e migliorare l’ambiente urbano, ma anche a dare un contributo fondamentale al contenimento delle emissioni dei gas serra.
Piantare alberi è sicuramente il modo più efficace, economico e coinvolgente per rallentare il riscaldamento globale e l’inquinamento atmosferico, visto che gli alberi assorbono sia l’anidride carbonica dei gas serra durante la fotosintesi, sia gli agenti inquinanti.
Ma non solo. Una strategia di forestazione urbana che privilegi i contesti più urbanizzati dei nostri quartieri, può rinfrescare l’ambiente e ridurre l’effetto “isola di calore”. Permettendo di ridurre del 30% i consumi energetici delle famiglie. Per questo va lanciato un obiettivo ambizioso: la piantumazione di 5000 nuove alberature, nei nostri quartieri, entro il 2026. Un obiettivo che deve essere reso possibile dall’interazione tra i diversi soggetti istituzionali, e dal contributo di aziende privati e dei cittadini.