Fanno un deserto, e lo chiamano Romarama

Fanno un deserto, e lo chiamano Romarama
L'intuizione di Renato Nicolini, che rianimò una città scossa dagli anni di Piombo restituendo l'accesso alla cultura agli abitanti della sua sterminata periferia, è stata cancellata nella forma e nella sostanza.
Romarama, il nuovo nome di quella che un tempo era l'Estate Romana, è una risposta misera ed inadeguata ad uan città che ha un disperato bisogno di ritrovare la propria vocazione e di offrire occasioni alle persone che la vivono di ritrovarsi. Davanti a centinaia di associazioni ed operatori in crisi, la graduatoria non è ancora uscita, e c'è il rischio concreto che la Capitale d'Italia ed il nostro Municipio restino un deserto nei mesi estivi.
Al disastro della programmazione istituzionale, aggiungiamo la preoccupazione per la situazione del Cinema Alhambra, ultima sala del nostro Municipio dopo la chiusura dei cinema di Via Baldo degli Ubaldi e Montespaccato. Sarebbe urgente che la Giunta guidata dalla Presidente Giuseppina Castagnetta, che ha mantenuto la delega alle politiche culturali, si attivasse per scongiurare un percorso analogo a quello che, nell'ignavia della passata maggioranza, ha permesso che il Gregory divenisse una fabbrica di divani.

Non perdiamoci di vista