Videosorveglianza e controlli antidroghe, dubbi sui criteri e nessuna partecipazione

Videosorveglianza e controlli antidroghe, dubbi sui criteri e nessuna partecipazione
Il 4 settembre una circolare della sindaca Virginia Raggi ha chiesto a ciascun municipio romano di segnalare due scuole dove attuare il programma "Scuole Sicure" voluto dal Ministero dell'Interno, consistente principalmente in presidi della Polizia Municipale e installazione di sistemi di video-sorveglianza all'ingresso degli istituti.
Scopriamo adesso che, appena tre giorni dopo, il Municipio XIII, con un protocollo firmato dalla Presidente Giuseppina Castagnetta, aveva già diligentemente risposto alla circolare indicando due istituti: l'I.I.S. Anneo Seneca e l'I.I.S. Einstein-Bachelet.

Una scelta di cui non ci è dato conoscere i criteri e che ci risulta sia stata presa senza consultare studenti, docenti e genitori delle scuole interessate, con buona pace dei principi di trasparenza e coinvolgimento della cittadinanza dal basso professati (un tempo?) dal Movimento 5 Stelle. Ci domandiamo a tal proposito cosa abbiano da dire l'Assessore alla Scuola Paola Biggio e la Presidente della Commissione Arianna Ugolini. Almeno a loro è stata concessa voce in capitolo?

Ma soprattutto, e in ogni caso, prendiamo atto con rammarico che il Municipio XIII non ha voluto distinguersi (a differenza di altre più coraggiose amministrazioni locali, come quelle guidate da Sabrina Alfonsi, Giovanni Caudo ed Amedeo Ciaccheri) dalla logica securitaria e propagandistica con cui il Governo nazionale e il Comune di Roma Capitale stanno affrontando i molti e complessi problemi che affliggono i nostri istituti scolastici.

Noi di Aurelio in Comune continuiamo a credere che i (sempre troppo pochi) soldi destinati alle scuole andrebbero investiti non per piazzare agenti di polizia e videocamere davanti a qualche ingresso, ma per manutenzione e messa in sicurezza degli edifici, miglioramento dei servizi offerti e delle condizioni di lavoro del personale, realizzazione di campagne (in)formative rivolte ai ragazzi: non solo per prevenire l'abuso di sostanze, ma anche (e ancora di più) perchè le scuole siano davvero luoghi accoglienti e di crescita positiva per tutte e tutti, nessuno escluso. Così forse avremmo finalmente scuole più "sicure", e anche meno denaro sprecato in improbabili provvedimenti-spot.

Non perdiamoci di vista