Bentornata a casa, sorella

Bentornata a casa, sorella
Silvia Romano ha la mia stessa età. L’età è una caratteristica squisitamente anagrafica, infatti Silvia ha dimostrato di essere molto più grande di quanto saranno mai la maggior parte dei nostri coetanei, di certo, almeno molto più coraggiosa: personalmente, senza vergogna, non sarei mai riuscito a fare quel che ha fatto lei.
Come se questo non dimostrasse già il suo valore Silvia ha resistito per 18 mesi ad un sequestro, tra l’altro, perpetrato con l’ausilio di chi avrebbe dovuto aiutarla e difenderla.

Ognuno sceglie i propri idoli in questa vita, nessuno vi obbliga a prendere Silvia come esempio e probabilmente se fosse tornata mutilata, denutrita o peggio, uccisa, allora non si sarebbe discusso delle sue qualità. Invece è tornata sana e salva, contenta, sorridente. Non è stata stuprata, non è stata picchiata ne l’hanno lasciata morire di fame.

D’altronde era un mezzo di scambio ma siete voi gli esperti di negoziazione internazionale. Inaccettabile per voi, doveva morire per essere accolta da tutti come la figlia scomparsa da quasi due anni. Se foste in grado di fare un quarto delle scelte che ha preso lei nella sua vita varreste il doppio delle personcine che valete ora.

Lei d’ora in poi sarà l’idolo di molti, voi non valete niente se non l’idiozia che trasuda dalle vostre stupide illazioni: l’orologio, la forma fisica, la conversione, il suo sorriso, il prezzo. Oggi più di ieri siete poveri d’animo, invidiosi e colmi di odio. La colpa di Silvia è stata quella di resistere, la vostra è quella di esistere.

Bentornata a casa sorella.

Non perdiamoci di vista