In difesa del parroco di Montespaccato

In difesa del parroco di Montespaccato
Su un gruppo Facebook di quartiere, una cittadina di Montespaccato ha accusato Padre Antonio Sconamila, di Santa Maria Janua Coeli, di essere "un mentecatto per aver trasformato la Chiesa in una Moschea".

Pubblichiamo la risposta del nostro Massimo Moretti.
Cara signora, potrei chiedere agli amministratori di Facebook di cancellare il suo post sulla chiesa diventata moschea. Perché oltre a procurare un inutile allarme religioso sociale, è completamente falso!

Non è vero che la preghiera islamica viene fatta in chiesa. Lei ha avanzato accuse senza avere conoscenza dei fatti. In più ha offenso in modo offensivo e ingiustificato un sacerdote che da anni si batte per migliorare e rendere più accogliente il nostro quartiere, definendolo un mentecatto.

In questo modo lei offende non solo lui, ma tutti i parrocchiani che lo stimano e lo seguono.

Per ottenere cosa poi? Solo per creare un clima di odio e intolleranza! Potrei davvero cara signora segnalarla, anche perché Facebook e la Polizia postale si sono dimostrati molto sensibili a questo tipo di interventi astiosi e fomentatori d'intolleranza. Potrei, ma non lo farò, perché sono COERENTE CON LO SPIRITO EVANGELICO E CRISTIANO che si dovrebbe respirare nella NOSTRA CHIESA.

Perché quella è una chiesa e non casa sua signora, dove può fare entrare o respingere chi più le aggrada. Cristo era tolleranza, amore e accoglienza. Lo tenga bene a mente quando ripeterà il rito dell'Eucaristia. Consiglio alla signora di utilizzare tutta questa energia in positivo, organizzando piuttosto un retake (come faccio da anni per combattere il degrado) con i suoi amici, in questo modo anche lei si renderà utile per la collettività.

Non perdiamoci di vista