Quale futuro per l'Auditorium?

Quale futuro per l'Auditorium?
A poche settimane dallo scioglimento del consiglio municipale il centrosinistra approva un ordine del giorno sul futuro bando per la gestione dell'Auditorium con poche idee, ma confuse. Ed un'unica certezza:i privati.
Nell'atto approvato si parla spesso di beni comuni. Quali? Nel corso della consiliatira siamo stati chiamati due volte a discutere di beni comuni con due proposte dei gruppi capitolini di M5S e SEL, che facevano riferimento al percorso avviato da Labsus a Bologna. Nel caso del regolamento del M5S la maggioranza di centrosinistra ha votato compatta contro, nel caso del regolamento di SEL si é astenuta (SEL inclusa, per vincolo di maggioranza).

Ho presentato un emendamento che faceva riferimento alle esperienze di importanti aree metropolitane come Milano e Bologna: non un bando per individuare il soggetto gestore, ma per individuare i soggetti che potessero avviare il processo di partecipazione. Emendamento bocciato. In aula mi é stato spiegato che il riferimento non era Bologna o Milano, ma Ravenna. É un mio limite, cercherò di studiare per completezza cosa é stato fatto anche a Piombino e Vibo Valentia.

L'altra parola chiave é partecipazione. Nell'atto se ne abusa chiedendo che il percorso venga avviato prima del bando. Ma una domanda sorge spontanea: visto che l'ordine del giorno é stato sottoscritto da tre presidenti di commissione (scuola, cultura, sociale). Cosa gli ha impedito di avviare rapporti e consultazioni nelle sedi istituzionali con i soggetti che dovevano Partecipare? Nulla.

Non lo hanno fatto, nonostante almeno uno di loro si fosse impegnato, due anni e mezzo fa in un'assemblea presieduta da Roberta Gasparetti a convocare gli esponenti del Teatro Pubblico Partecipato applicato al Valle e nei teatri di cintura. Ultimo nodo la gestione. Nell'atto si fa riferimento ad una destinazione pubblica, come se una struttura di proprietà municipale potesse averne una diversa. Ho presentato un emendamento che chiedeva di inserire la richiesta di una gestione pubblica, che scongiurasse l'affido ai privati.

Respinto da tutto il centrosinistra.

Eppure proprio l'esperienza del Valle ci ha insegnato che una proposta culturale all'altezza e l'attivazione dei fondi europei possono scongiurare il meccanismo che oggi é stato votato. Anche da chi dovrebbe guardare con favore a quelle esperienze, ma gira che ti rigira alla fine sceglie sempre la mediazione con il Pd ed i suoi interessi. Del resto non posso non cogliere che l'idea del bando (anche se fatto male) rappresenti comunque un passo avanti in un Municipio in cui decine di migliaia di euro per la cultura, ed importanti spazi come l'ex Campari, sono stati assegnati in maniera diretta e clientelare. Il mio ringraziamento va comunque a quanti in questi anni si sono battuti per un'idea diversa di spazi culturali.

Costruire un'alternativa ad una politica che si limita alla gestione dell'esistente diventa non solo una possibilità, ma una necessità.

Non perdiamoci di vista