Perchè non si è svolta l'assemblea a Montespaccato

Perchè non si è svolta l'assemblea a Montespaccato
Mentre sabato 21 settembre Casapound inaugurerà indisturbato la sua sede a Casalotti, una contestuale iniziativa di Aurelio in Comune a Montespaccato è naufragata sotto i tiri del "fuoco amico". La nostra associazione, infatti, aveva organizzato per lo stesso sabato pomeriggio un'assemblea sulle prospettive per Roma e per il Municipio della nuova maggioranza giallo-rossa: sarebbero intervenuti l'ex consigliere capitolino Gianluca Peciola e Giuseppe De Marzo, portavoce della Rete dei Numeri Pari e responsabile politiche sociali di Libera di Don Luigi Ciotti.
Tuttavia, le energie dei dirigenti locali del Partito Democratico, supportati da quello municipale e da parte del gruppo dirigente romano, si sono concentrate sul tentativo, alla fine riuscito, di annullare l'iniziativa progressista organizzata da Aurelio in Comune.

Ci stupisce come gli stessi dirigenti che ci chiedevano di aiutarli a sostenere Orlando e Zingaretti alle primarie, che chiedevano favori politici nel ritardare a far uscire locandine di mobilitazioni antifasciste unitarie - perchè non erano riusciti a convincere il loro Partito della necessità di contrapporsi in piazza a Casapound - e che, ancora alle ultime elezioni Europee, chiedevano volontari per svolgere il ruolo di rappresentanti di lista, sbaglino così grossolanamente bersaglio.
Non possiamo che registrare come, al netto delle dichiarazioni di una leadership nazionale che parla di apertura alle forze civiche e ai movimenti, sul territorio prevalgano interessi di bottega e logiche tutt'altro che pluraliste.

Come se il vero problema, per alcuni esponenti del PD, fosse non tanto la preoccupante crescita di forze intolleranti e autoritarie sul territorio, bensì il diritto di una realtà come Aurelio in Comune ad esistere e ad elaborare una propria specifica e autonoma alternativa politica nei quartieri, nella città e nel Paese.

Alternativa che, forse, alcuni (sedicenti) democratici temono possa sottrarre più di una certezza e di un consenso a proposte e soggetti politici che in questi anni hanno mostrato molte (gravi) contraddizioni. La scelta, poi, di impedire la presenza del responsabile nazionale politiche sociali di Libera, in un territorio ad alta infiltrazione mafiosa, rasenta l'irresponsabilità politica.

Aurelio in Comune continuerà, malgrado pressioni e boicottaggi da parte di chi pretende il monopolio di fatto su visioni e iniziative nell'area progressista, a lavorare affinchè sui territori continui a crescere una proposta politica e sociale diversa, nel merito e nel metodo: e a fare rete con quelle forze e realtà che ritengano davvero le differenze reciproche (nella condivisione di fondamentali obiettivi comuni) un valore aggiunto per cui battersi.