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Biodigestore, gli “orti urbani” non cancellano le domande ancora senza risposta

Biodigestore, gli “orti urbani” non cancellano le domande ancora senza risposta

Redazione

Un'operazione di greenwashing mal riuscita

La proposta degli orti urbani nell’area del biodigestore appare sempre più come un’operazione di greenwashing, con una componente evidente anche di social washing: una verniciata verde su criticità che restano tutte aperte, concrete e ancora prive di risposte adeguate. Mentre si mettono in campo compensazioni facili da comunicare, i nodi reali continuano a essere elusi.

Le cittadine e i cittadini aspettano ancora chiarimenti seri su questioni essenziali: mobilità e accessi, emissioni odorigene, emissioni di elementi inquinanti e clima-alteranti, criticità idriche già emerse e impatti della variante 2025. Temi decisivi, che non risultano essere stati affrontati in modo trasparente e completo nelle sedi istituzionali competenti, a partire dalla Commissione.

"Le cittadine e i cittadini aspettano ancora chiarimenti seri su questioni essenziali: mobilità e accessi, emissioni odorigene, emissioni di elementi inquinanti e clima-alteranti, criticità idriche già emerse e impatti della variante 2025"

Una comunità chiede trasparenza, non operazioni di immagine

Per questo il Municipio non avrebbe dovuto nemmeno sedersi a discutere con AMA di compensazioni calate dall’alto e non concordate con il territorio. Prima devono venire i dati, le verifiche, le garanzie pubbliche e gli impegni formali. Solo dopo, eventualmente, si può aprire una discussione su eventuali misure accessorie.

Il punto politico è semplice: non si può chiedere fiducia ai territori offrendo un orto urbano come contropartita simbolica, mentre restano senza risposta le questioni che riguardano salute, ambiente, mobilità e qualità della vita. Una comunità chiede trasparenza, non operazioni di immagine.

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Tutto il resto rischia di ridursi a marketing ambientale

La fiducia si costruisce con atti pubblici, numeri leggibili, monitoraggi indipendenti e impegni vincolanti. Tutto il resto rischia di ridursi a marketing ambientale, utile forse alla comunicazione ma del tutto insufficiente ad affrontare la realtà.

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