Dalle istituzioni
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Strade scolastiche e pedibus, ora il Municipio XIII passi dalle parole ai fatti
Lorenzo Ianiro & Maristella Urru
Dopo due anni, nessun passo avanti
Le Linee Programmatiche della maggioranza parlano chiaro: pedonalizzazioni in concomitanza con l’ingresso e l’uscita dalle scuole, ampliamento della sperimentazione del pedibus, più attenzione alla mobilità sostenibile e alla sicurezza davanti agli istituti scolastici.
Eppure, dopo due anni e mezzo di mandato, nel Municipio XIII su questi temi non è stato compiuto alcun passo avanti concreto.
A ricordarlo con forza, oggi in commissione, è stata Tutti giù per strada – Streets For Kids, riportando al centro della discussione una verità semplice: il nostro è uno dei pochi municipi di Roma a non aver ancora avviato un percorso serio sulle strade scolastiche e sulla mobilità dolce legata alle scuole.
"Il nostro è uno dei pochi municipi di Roma a non aver ancora avviato un percorso serio sulle strade scolastiche e sulla mobilità dolce legata alle scuole."
L'ennesima promessa senza seguito?
Non regge l’obiezione secondo cui sarebbe troppo difficile intervenire proprio nelle aree più trafficate. È vero esattamente il contrario: si investe sulle strade scolastiche proprio perché quelle zone sono oggi attraversate da troppe auto, spesso a velocità sostenuta, e segnate quotidianamente da sosta irregolare, doppia fila e condizioni di pericolo per bambine, bambini e famiglie. Il punto non è aggirare la difficoltà, ma affrontarla.
Per questo ci auguriamo che l’impegno assunto in commissione, insieme alla disponibilità dichiarata a collaborare con le reti civiche attive sulla mobilità sostenibile, non resti l’ennesima promessa senza seguito. Sarebbe importante che questo passaggio rappresentasse davvero un cambio di passo per il Municipio XIII.

Oggi serve invece assumersi una responsabilità diversa
Anche perché veniamo da anni in cui, su questi temi, non sono mancate resistenze aperte e posizioni ostili. Nella passata consiliatura esponenti dell’attuale maggioranza arrivavano a promuovere petizioni contro le strade scolastiche; in questa, abbiamo assistito persino a parole denigratorie contro esperienze positive come il pedibus. Un arretramento culturale e politico che non può continuare a condizionare le scelte pubbliche.
Oggi serve invece assumersi una responsabilità diversa: non fermarsi davanti alle resistenze al cambiamento e mettere finalmente al centro la salute, la sicurezza e la qualità della vita di tutte e tutti. A partire dai più piccoli. Perché parlare di strade scolastiche non significa discutere di un dettaglio tecnico, ma scegliere che tipo di quartieri vogliamo costruire e quale idea di città abbiamo in mente.

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