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Sulle strade scolastiche il Municipio non deve rimanere indietro
Maristella Urru
Costruire percorsi pedonali sicuri
Superare la fase sperimentale delle strade scolastiche, avviata a Roma nel 2022, ed entrare finalmente in quella della progettazione operativa è oggi una necessità concreta. Per questo i quindici assessori alla mobilità dei municipi di Roma Capitale hanno scritto a Claudia Pratelli, Eugenio Patané e Silvia Scozzese, chiedendo di stanziare risorse già dal prossimo assestamento di bilancio.
È un passaggio importante, perché dice con chiarezza che nella maggior parte dei territori romani il tema non è più se intervenire, ma come farlo bene e con quali strumenti. In molti municipi il percorso verso una mobilità più dolce, la riduzione del traffico negli orari di entrata e uscita da scuola e la messa in sicurezza degli accessi scolastici è già stato avviato. Nel Municipio XIII, invece, questa sperimentazione non è mai davvero partita.
"Un’idea semplice ma concreta: rendere più sicuro, vivibile e a misura di bambine e bambini il percorso verso la scuola."
Una sperimentazione mai partita
È un ritardo politico prima ancora che amministrativo. Un ritardo prodotto dall’immobilismo della commissione mobilità e dalla contrarietà esplicita di esponenti della giunta, gli stessi che nella passata consiliatura raccoglievano firme contro le strade scolastiche e che in quella attuale sono arrivati perfino a denigrare esperienze positive come il piedibus, liquidandole con espressioni offensive e fuori luogo.
Eppure il punto dovrebbe essere semplice. Le strade scolastiche non sono una bandiera ideologica, ma uno strumento utile per migliorare la vita quotidiana di famiglie, bambine e bambini. Significano più sicurezza, meno traffico, meno inquinamento, più autonomia per i più piccoli e una diversa idea di spazio pubblico, finalmente attenta a chi la città la attraversa ogni giorno in condizioni di maggiore fragilità.

Non può essere un rinvio infinito
Per questa ragione il nostro territorio non può permettersi di perdere ancora tempo. Se Roma Capitale è pronta ad aprire una nuova fase, fatta di investimenti e progettazione operativa, il Municipio XIII deve scegliere se restare fermo oppure assumersi fino in fondo la responsabilità di accompagnare questo cambiamento.
Mi auguro che questa volta, anche grazie all’impegno di Tutti giù per strada – Streets For Kids e di tutte le realtà che in questi anni hanno tenuto aperta la discussione pubblica, il nostro municipio non sprechi questa occasione. Sarebbe grave continuare a restare tra i pochi territori che non hanno ancora imboccato una strada che altrove è già diventata una priorità amministrativa e civile.
La sicurezza davanti alle scuole, la qualità dell’aria, l’autonomia delle bambine e dei bambini, la vivibilità dei quartieri non possono essere rinviate all’infinito. Servono scelte, risorse e volontà politica. Ed è esattamente questo che oggi chiediamo.

Non perdiamocidi vista
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