Territorio
Racconti dal territorio: problemi concreti, esperienze collettive, iniziative pubbliche e percorsi di cambiamento
Abitare Roma significa ricucire la città
Lorenzo Ianiro
Parlare di sicurezza significa parlare di qualità della vita
Ieri, al Quarticciolo, la prima giornata del Social Forum Abitare ha aperto una discussione che va molto oltre il tema della casa. Si è parlato dell’idea di Roma che vogliamo costruire e di una città che troppo spesso continua a spingere ai margini chi dovrebbe essere protagonista delle sue scelte: chi vive nelle borgate, chi attende una soluzione abitativa, chi difende il proprio quartiere e chi ogni giorno tiene insieme comunità lasciate sole.
La nuova proiezione di Borgata BST, il documentario di Rita Cantalino e Marco Mastrandrea, ha restituito con forza una realtà che le istituzioni non possono continuare a osservare da lontano: le periferie non sono un problema da amministrare, ma parti vive della città, attraversate da memoria, conflitti, relazioni e dignità.
"Riteniamo necessario riportare la discussione su un punto essenziale: la sicurezza non si costruisce con scorciatoie o slogan."
Abitare significa avere diritti e futuro
Bastogi, il Quarticciolo e le borgate popolari pongono a Roma la stessa domanda: vogliamo una città che allontana, sgombera e dimentica, oppure una città capace di ascoltare, ricucire, investire e riconoscere? Per AiC abitare non significa soltanto avere un tetto, ma poter contare su trasporti, scuole, servizi sociali e sanitari, spazi pubblici curati e occasioni di partecipazione.
Significa poter costruire relazioni, sicurezza e futuro nel luogo in cui si vive. Nessun quartiere deve essere considerato un confine o una parte separata della città: ogni borgata è casa, comunità e, pienamente, Roma.

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