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Da Monte Ciocci a San Pietro in bici, riprende quota un progetto strategico

Da Monte Ciocci a San Pietro in bici, riprende quota un progetto strategico

Redazione

Un collegamento ciclabile che può unire quartieri e funzioni urbane

Andare a San Pietro in bici può smettere di essere solo un auspicio e diventare una possibilità concreta. Il rilancio del progetto ciclabile che potrebbe collegare il Parco Ciclopedonale di Monte Ciocci al quartiere di Cavalleggeri rappresenta infatti una prospettiva importante per il territorio.

Si tratterebbe di un collegamento capace di unire quartieri, spazi verdi e funzioni urbane diverse, offrendo una nuova direttrice di mobilità sostenibile verso uno dei quadranti più centrali e attraversati della città.

"Si tratterebbe di un collegamento capace di unire quartieri, spazi verdi e funzioni urbane diverse, offrendo una nuova direttrice di mobilità sostenibile verso uno dei quadranti più centrali e attraversati della città."

Il Ponte del Papa e un progetto da riprendere sul serio

Un ruolo centrale in questo disegno lo avrebbe lo storico “Ponte del Papa”, passaggio che renderebbe possibile il collegamento tra Monte Ciocci e l’area di San Pietro. Si tratta di un progetto che non nasce oggi, ma che era stato avviato dall’amministrazione di Ignazio Marino e successivamente inserito nel Piano Urbano della Mobilità Sostenibile di Roma Capitale.

Il fatto che oggi Chiara Buonopera e Lorenzo De Santis abbiano contribuito a rimetterlo in movimento rappresenta un segnale positivo, perché restituisce attenzione a un’infrastruttura che può avere un impatto concreto sulla qualità della mobilità urbana.

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Una mobilità diversa per Cavalleggeri e per Roma

La realizzazione di questo collegamento non avrebbe solo un valore simbolico, ma risponderebbe a un bisogno reale: rendere più sicuri, continui e accessibili gli spostamenti in bicicletta tra i quartieri e verso il centro.

Per Cavalleggeri significherebbe essere finalmente inserito dentro una rete di mobilità più moderna e sostenibile, mentre per Roma sarebbe un ulteriore passo verso un modello urbano meno dipendente dall’auto privata. Per questo progetti come questo non vanno lasciati nei cassetti: vanno rilanciati, sostenuti e trasformati in opere concrete.

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