Territorio

Racconti dal territorio: problemi concreti, esperienze collettive, iniziative pubbliche e percorsi di cambiamento

La pastasciuttata antifascista come memoria viva della Resistenza

La pastasciuttata antifascista come memoria viva della Resistenza

Redazione

Ottantuno anni dopo, una memoria che continua a parlare al presente

Sono passati 81 anni dall’inizio della Resistenza italiana e da uno dei suoi gesti simbolici più semplici e potenti: la storica pastasciuttata offerta dalla famiglia Cervi agli abitanti di Campegine dopo la destituzione e l’arresto di Benito Mussolini, il 25 luglio 1943.

Un momento che seppe trasformare una svolta politica in un fatto collettivo, popolare e condiviso, restituendo alla caduta del fascismo il senso concreto di una liberazione che apparteneva a tutti. Ricordare oggi quella giornata significa non limitarsi alla commemorazione, ma riportare al centro il valore di una memoria capace ancora di interrogare il presente.

"Tenere viva questa eredità significa anche collegarla alle battaglie del presente. Oggi, ricordare la Resistenza e il gesto dei Cervi vuol dire dare forza a un’idea di Paese fondata sull’uguaglianza, sulla coesione e sulla difesa dei diritti sociali, anche contro progetti che rischiano di aumentare le disuguaglianze territoriali e di indebolire il principio di solidarietà nazionale."

Condivisione, antifascismo e giustizia sociale

La pastasciuttata antifascista non fu soltanto una festa, ma un gesto profondamente politico, costruito attorno ai valori della condivisione, dello stare insieme, della libertà e della giustizia sociale. In quella tavola aperta si esprimeva un’idea di comunità opposta alla violenza, alla gerarchia e all’esclusione su cui il fascismo aveva costruito il proprio dominio.

È anche per questo che quella tradizione continua a vivere: perché tiene insieme memoria e partecipazione, antifascismo e vita quotidiana, mostrando che la libertà non è mai un fatto astratto ma qualcosa che si costruisce nei legami sociali, nella solidarietà e nella scelta di stare dalla parte di chi viene lasciato indietro.

Image

Dalla memoria della Resistenza alle battaglie di oggi

Tenere viva questa eredità significa anche collegarla alle battaglie del presente. Oggi, ricordare la Resistenza e il gesto dei Cervi vuol dire dare forza a un’idea di Paese fondata sull’uguaglianza, sulla coesione e sulla difesa dei diritti sociali, anche contro progetti che rischiano di aumentare le disuguaglianze territoriali e di indebolire il principio di solidarietà nazionale.

È in questa prospettiva che la memoria antifascista incontra la battaglia contro l’autonomia differenziata e il sostegno al referendum abrogativo: perché la libertà, se vuole essere reale, deve continuare a camminare insieme alla giustizia sociale e all’unità democratica del Paese.

Image

Non perdiamoci
di vista

Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere notizie e aggiornamenti.

Compila i campi obbligatori!
Naviga
Conosci
Partecipa
CONTATTI

+39 339 690 1004
aurelio.incomune@gmail.com
Via Adriano I, 129 (00167 Roma)