Territorio
Racconti dal territorio: problemi concreti, esperienze collettive, iniziative pubbliche e percorsi di cambiamento
Roma deve restare una città da abitare
Maristella Urru
Gli affitti brevi non sono solo un tema turistico
artecipare a #DeCore, la due giorni promossa da Nonna Roma, al tavolo dedicato agli affitti brevi e alla crisi abitativa, è stato un momento importante di confronto su una delle trasformazioni più profonde che Roma sta vivendo. Perché gli affitti brevi non sono soltanto un fenomeno legato al turismo, né una questione tecnica da lasciare agli addetti ai lavori. Sono ormai una grande questione urbana, sociale e democratica.
La domanda da cui partire è semplice e radicale: chi può ancora permettersi di abitare Roma? Quando le case diventano prevalentemente rendita, quando interi quartieri cambiano funzione, quando studenti, lavoratrici, lavoratori e famiglie vengono spinti sempre più lontano, la città perde equilibrio, relazioni, vita quotidiana. Non si tratta di opporre accoglienza e residenza, ma di impedire che il diritto ad abitare venga sacrificato alla logica della rendita. Roma non può limitarsi ad accogliere chi passa: deve continuare a essere casa per chi resta.
"La domanda da cui partire è semplice e radicale: chi può ancora permettersi di abitare Roma?"
Le proposte ci sono, ora serve una scelta politica
La mappatura esiste, le proposte ci sono, le associazioni hanno fatto un lavoro prezioso di studio, mobilitazione e pressione pubblica. A partire da Riabitiamo Roma, che ha contribuito a rendere visibile un problema troppo a lungo sottovalutato, esiste oggi un patrimonio serio di analisi e indicazioni concrete. Ora serve una scelta chiara da parte di Roma Capitale: un regolamento efficace sugli affitti brevi, con limiti alla concentrazione, controlli reali, tutela della residenza e un ruolo attivo dei Municipi.
Non basta riconoscere il problema. Bisogna governarlo. Il diritto alla casa non è un tema laterale, ma una questione di giustizia sociale, equilibrio urbano e democrazia. Una città viva non può diventare una somma di rendite, stanze trasformate e quartieri svuotati. Ringrazio Nonna Roma per aver costruito uno spazio serio, competente e necessario di confronto. Da qui bisogna ripartire: da una politica capace di scegliere, regolare e difendere il diritto delle persone a vivere nella propria città.

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