BASTOGI
Bastogi è Roma: diritti, dignità, servizi
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Bastogi

Il problema
Bastogi viene troppo spesso raccontata come un luogo separato dal resto della città: un margine da nominare solo quando conviene alla cronaca o alla propaganda. La verità è più semplice e più dura.
Bastogi è Roma, ma da anni subisce condizioni che in altri quartieri non verrebbero tollerate: fragilità abitativa, carenza di manutenzione, servizi insufficienti, isolamento, difficoltà di accesso ai diritti fondamentali.
Anche per questo, negli ultimi anni, associazioni, reti civiche e realtà sociali hanno dovuto colmare vuoti lasciati dalle istituzioni, costruendo dal basso interventi di supporto materiale, salute di prossimità e ricostruzione del tessuto comunitario
Abbandono istituzionale
Fragilità abitativa e sociale
Stigma e rimozione
Cosa abbiamo fatto
Non ci siamo limitati a denunciare l’abbandono. In questi anni abbiamo scelto di stare dentro le contraddizioni del quartiere, sostenendo percorsi mutualistici, vertenze pubbliche e iniziative di pressione politica.
Per noi Bastogi non è un tema da campagna elettorale a intermittenza: è un terreno concreto di conflitto sociale, cura collettiva e richiesta di giustizia urbana. Il Social Market “Santa Maradona” e altre esperienze attive nel quartiere mostrano che dove le istituzioni arretrano, la comunità prova a non lasciare indietro nessuno; ma proprio per questo la politica deve assumersi le sue responsabilità.




Stato
delle cose
Bastogi continua a vivere una condizione di fragilità profonda, ma allo stesso tempo esprime una capacità di organizzazione e resistenza che merita riconoscimento pubblico. In questi anni qualcosa si è mosso grazie alla pressione dal basso e al lavoro delle reti territoriali, ma resta ancora enorme la distanza tra i bisogni reali del quartiere e la qualità della risposta istituzionale.
1. Cosa si è mosso
Negli ultimi anni Bastogi è tornata con più forza nell’agenda pubblica. Si sono rafforzate esperienze di mutualismo, è cresciuta l’attenzione verso il quartiere anche oltre i suoi confini, sono stati approvati atti in Municipio e Comune su rigenerazione, regolarizzazione dei residenti, illuminazione pubblica, tavoli permanenti.
È un primo segnale importante: Bastogi non è più soltanto un luogo rimosso, ma un terreno di iniziativa civica e politica che chiede risposte vere.
2. Cosa non basta
Non basta il racconto della rigenerazione dal basso se non arriva insieme una responsabilità pubblica all’altezza. Bastogi non può continuare a dipendere dalla buona volontà di chi ogni giorno tappa i buchi lasciati dall’amministrazione. Senza interventi strutturali su casa, manutenzione, servizi sociali, accesso alla salute e connessione col resto della città, il rischio è che l’emergenza venga semplicemente resa più sopportabile, ma non superata.
3. Cosa chiediamo ora
Chiediamo che Bastogi venga trattata finalmente come una priorità politica del Municipio XIII e di Roma Capitale. Serve dare seguito agli atti approvati, che ancora attendono di essere resi escutivi. Servono investimenti ordinari e straordinari, manutenzione costante, con la partecipazione e il dialogo con chi a Bastogi vive. Un piano che riconosca Bastogi per ciò che è: non un corpo estraneo, ma una parte piena della città. La comunità ha già dimostrato di esserci. Ora devono esserci anche le istituzioni.



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