BIODIGESTORE

Difendiamo l'economia circolare e il territorio

TEMA

Rifiuti

QUARTIERE

Casal Selce, Castel di Guido, Casalotti

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Tonnellate di capacità
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Quartieri coinvolti

Il problema

Roma ha bisogno di impianti per trattare la frazione organica e ridurre la dipendenza da soluzioni esterne, ma questo non può tradursi in una logica per cui i costi ambientali e territoriali vengono concentrati ancora una volta nelle aree periferiche e più fragili.

Il biodigestore previsto a Casal Selce avrà una capacità di 100.000 tonnellate l’anno ed è entrato nella fase di realizzazione nel 2025. Il punto non è negare il problema dei rifiuti, ma contestare un metodo che continua a gravare sul quadrante ovest senza un confronto adeguato con i territori e senza una distribuzione più equilibrata delle funzioni ambientali nella città.

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Un carico eccessivo sul quadrante ovest

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Zero confronto e dialogo: un metodo sbagliato

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Impatti sul territorio non gestiti

“La transizione ecologica ha senso solo se è anche giustizia territoriale: non può funzionare scaricando nuovi pesi sempre sugli stessi quartieri.”

Cosa abbiamo fatto

Già dalla discussione delle Linee Programmatiche, abbiamo proposto il trasferimento dell'allora impianto di compostaggio aerobico previsto a Casal Selce a Ponte Malnome. Su questa base abbiamo poi contrastato anche la scelta del biodigestore, sostenendo le preoccupazioni dei territori, chiedendo trasparenza e portando il tema nelle sedi pubbliche e istituzionali. Abbiamo inoltre criticato il tentativo di accompagnare l’impianto con operazioni di immagine, come la proposta degli orti urbani accanto al biodigestore, perché non risolvono il nodo politico e territoriale della scelta compiuta.

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Coerenza contro l'impianto e i poteri commissariali
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Ascolto e mobilitazione contro il biodigestore
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Stop al centro trasferenza AMA accanto al biodigestore
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Pressione istituzionale a tutti i livelli coinvolti

Stato
delle cose

La situazione oggi è più avanzata sul piano procedurale, ma resta aperta sul piano politico e territoriale. Roma Capitale ha aggiudicato le gare per gli impianti nell’agosto 2024 e nell’agosto 2025 ha annunciato l’avvio del cantiere del biodigestore di Casal Selce. Questo significa che la vertenza non riguarda più soltanto un’ipotesi, ma una scelta ormai incardinata. Proprio per questo diventa ancora più importante continuare a porre il tema della giustizia territoriale, degli impatti reali e della necessità di non trasformare Casal Selce e Castel di Guido in luoghi su cui concentrare decisioni prese altrove.

1. Cosa si è mosso

Il tema è uscito dalla marginalità ed è diventato una questione pubblica riconoscibile. Oggi nessuno può fingere che si tratti di una scelta neutra o puramente tecnica.

2. Cosa non basta

Non basta dire che l’impianto è moderno o utile al ciclo dei rifiuti. Il nodo resta il rapporto tra questa scelta e il territorio che la subisce, oltre alla mancanza di un riequilibrio complessivo nella distribuzione degli impianti in città.

3. Cosa chiediamo ora

Chiediamo che Roma affronti il ciclo dei rifiuti con criteri di equilibrio territoriale, trasparenza e reale coinvolgimento delle comunità locali. Chiediamo inoltre che ogni ulteriore carico impiantistico o funzione aggiuntiva prevista per questo quadrante venga fermata e ridiscussa pubblicamente, partendo dalla tutela di Casal Selce e Castel di Guido.

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