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Montespaccato dedica una piazza a Peppe Meroldi: memoria, dignità e una promessa per le periferie

19 ottobre 2025 Redazione

Montespaccato dedica una piazza a Peppe Meroldi: memoria, dignità e una promessa per le periferie

L’ex piazza Campari a Montespaccato porta da ieri un nuovo nome: Largo Giuseppe Meroldi, in ricordo dello storico segretario della sezione locale del PCI. Un passaggio che è insieme atto di giustizia simbolica e scelta politica concreta, nato dalla mozione presentata da Lorenzo Ianiro e Maristella Urru e sostenuto dalla comunità di Aurelio in Comune.

La cerimonia ha avuto il tono delle cose che contano: la famiglia di “Peppe”, i figli e i nipoti, c’erano. C’erano anche i suoi compagni di una vita, “con gli occhi lucidi”, a testimoniare che la toponomastica non è un dettaglio d’archivio, ma il luogo fisico dove si deposita la memoria collettiva. Qui, a Montespaccato, quel deposito torna a parlare.


Intitolare una piazza non risolve da solo i problemi di un quartiere. Ma indica una direzione. La direzione di chi riconosce che Montespaccato non è più una borgata: è un quartiere vivo, orgoglioso, attraversato da contraddizioni e potenzialità. L’operazione, voluta e seguita da Ianiro e Urru, riannoda i fili con una storia popolare fatta di militanza, mutualismo, vertenze e radicamento. E afferma una verità semplice: le periferie chiedono rispetto, investimenti e serietà—non maquillage.

Negli ultimi anni, troppo spesso, si è preferita la politica di facciata a quella di riscatto. Le ferite sociali sono rimaste esposte: le hanno ricordate anche gli episodi di tensione vissuti quest’estate. In questo quadro, l’intitolazione a Giuseppe Meroldi diventa un impegno pubblico: riportare la politica dove serve—nella mobilità quotidiana, nei parcheggi impossibili, nella sicurezza stradale, nelle infrastrutture che mancano e nel tessuto sociale da ricucire.

Negli ultimi anni, troppo spesso, si è preferita la politica di facciata a quella di riscatto. Le ferite sociali sono rimaste esposte: le hanno ricordate anche gli episodi di tensione vissuti quest’estate.

È questo il perno culturale che Aurelio in Comune rilancia dal Largo Meroldi. Se le istituzioni non sono in grado di stare al passo con i bisogni, sono le persone a dover alzare la testa e la voce. È la lezione di Meroldi, che in questi luoghi ha intrecciato pratiche, corpi intermedi, organizzazione dal basso. La dedica della piazza non è nostalgia: è un programma.

Programma che passa da scelte misurabili: piani per la viabilità locale, più sicurezza agli attraversamenti, parcheggi di scambio connessi al trasporto pubblico, manutenzione ordinaria che non sia un evento straordinario, spazi di comunità per associazioni, sport e cultura. E, soprattutto, processi decisionali trasparenti, con tempi certi e responsabilità chiare.

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