2 ottobre 2025 Maristella Urru
Bastogi, no ai campi da padel: servono alberi, non cemento
Il voto in aula è stato chiaro: Partito Democratico, Forza Italia e Sinistra Italiana hanno deciso da che parte stare. Hanno respinto la nostra proposta per fermare il progetto dei campi da padel e avviare invece un piano serio di forestazione urbana a Bastogi e nelle aree limitrofe.
Si tratta di un’occasione mancata e di una scelta profondamente sbagliata. Il progetto dei campi da padel, approvato lo scorso luglio dalla Giunta, è stato portato avanti senza trasparenza e senza il necessario confronto nelle commissioni competenti — né con i cittadini, né con gli stessi consiglieri di maggioranza. È una decisione calata dall’alto, che ignora i bisogni reali di un territorio che ha già pagato un prezzo altissimo in termini ambientali e sociali.
Mentre a Bastogi si respiravano ancora i fumi dell’incendio che aveva devastato la palazzina F, il Campidoglio decideva di autorizzare un intervento che consuma suolo pubblico e privatizza un’area verde che dovrebbe essere invece restituita alla collettività. È il segno evidente di una visione miope, dove l’interesse privato prevale sull’interesse comune.
La politica, nelle sue espressioni migliori - quelle delle amministrazioni Vetere, Petroselli, Argan - ha sempre saputo difendere i quartieri popolari e mettere al centro l’interesse pubblico. Oggi, invece, una parte del centrosinistra e la destra hanno tracciato un altro campo: quello dell’affarismo e della disattenzione verso le periferie.
La nostra proposta era semplice e necessaria: stop ai campi da padel e avvio di un programma di forestazione urbana che porti aria pulita, ombra, vivibilità e dignità a una delle zone più fragili e abbandonate della città. Bastogi non ha bisogno di nuove strutture esclusive e recintate, ma di spazi verdi, servizi, sicurezza sociale e interventi strutturali di rigenerazione urbana.
La politica, nelle sue espressioni migliori — quelle delle amministrazioni Vetere, Petroselli, Argan — ha sempre saputo difendere i quartieri popolari e mettere al centro l’interesse pubblico. Oggi, invece, una parte del centrosinistra e la destra hanno tracciato un altro campo: quello dell’affarismo e della disattenzione verso le periferie.
Noi non arretriamo. Continueremo a batterci con ogni mezzo istituzionale e civile per fermare questo scempio e restituire a Bastogi un futuro fatto di verde, cultura e comunità. Perché una città giusta si misura da come tratta i suoi quartieri più fragili, non da quanti metri quadrati di cemento riesce ancora a concedere.
Non perdiamoci di vista!

