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Montespaccato, Largo Peppe Meroldi: cancellare decine di posti auto non è un dettaglio tecnico
Redazione
I posti auto, in una realtà come Montespaccato, non rappresentano un privilegio
A Montespaccato, a Largo Peppe Meroldi, l’amministrazione ha scelto di cancellare decine di posti auto. Qualcuno può provare a presentarla come una decisione tecnica, quasi marginale. Ma non è così. In un quadrante come questo, intervenire sulla sosta significa incidere direttamente sull’equilibrio urbano e sulla qualità della vita quotidiana di chi il quartiere lo abita ogni giorno.
I posti auto, in una realtà come Montespaccato, non rappresentano un privilegio né una concessione all’uso individuale dell’automobile. Sono invece uno strumento concreto di organizzazione dello spazio pubblico. Servono a limitare la sosta selvaggia sui marciapiedi, a ridurre il conflitto tra pedoni e automobilisti, a migliorare la sicurezza stradale in un’area frequentata ogni giorno da famiglie, anziani, lavoratori e residenti.
"In un quadrante come questo, intervenire sulla sosta significa incidere direttamente sull’equilibrio urbano e sulla qualità della vita quotidiana di chi il quartiere lo abita ogni giorno."
Montespaccato ha bisogno di soluzioni costruite insieme
Per questo, quando si interviene su spazi così delicati, non si sta semplicemente ridisegnando una segnaletica o modificando una planimetria. Si sta cambiando l’assetto della vita quotidiana di un quartiere. Si stanno producendo effetti reali sulla mobilità, sulla vivibilità, sulla sicurezza e sull’accessibilità.
Ancora una volta, però, si è scelto un metodo sbagliato: un progetto calato dall’alto, senza alcun confronto reale con le cittadine e i cittadini, senza un percorso partecipato, senza una discussione pubblica sugli effetti concreti delle scelte previste.
Oltre due mesi fa avevamo chiesto la convocazione di una commissione sul tema. Un passaggio istituzionale semplice, doveroso, utile ad aprire un confronto e a verificare nel merito le conseguenze dell’intervento. Eppure la presidenza della commissione mobilità del Municipio ha ritenuto di non considerarlo prioritario.
È proprio questo il punto politico. Non è solo il merito della decisione a essere in discussione, ma anche il metodo con cui si decide. La mobilità è una materia complessa, che richiede ascolto, dati, equilibrio tra esigenze diverse e capacità di tenere insieme interessi differenti senza ignorare chi vive il territorio. Escludere il quartiere dal confronto non rende le scelte più forti: le rende più fragili, più lontane dalla realtà e più difficili da sostenere.
Montespaccato ha bisogno di altro. Ha bisogno di trasparenza, di partecipazione, di soluzioni costruite insieme, capaci di tenere insieme sicurezza, vivibilità e rispetto per chi quei luoghi li attraversa e li abita ogni giorno.
Per questo continueremo a chiedere confronto vero, responsabilità istituzionale e scelte che partano dai bisogni concreti del territorio. Perché governare non significa evitare il dialogo. Significa assumersi la responsabilità di ascoltare e decidere alla luce di quel confronto.

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