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Dall'Aurelio a Kiev, la carovana della solidarietà contro la guerra

Dall'Aurelio a Kiev, la carovana della solidarietà contro la guerra

Redazione

Dalla parte di chi soffre, di chi resiste alla devastazione della guerra

È partita questa mattina da Garbatella la carovana promossa da Mediterranea Saving Humans e Casetta Rossa Spa, diretta a Kiev con un obiettivo concreto e urgente: portare aiuti umanitari alla popolazione colpita dalla guerra e riportare in Italia civili in fuga dal conflitto. Un viaggio difficile, ma necessario, che unisce solidarietà, impegno civile e assunzione di responsabilità di fronte alla tragedia che continua a consumarsi nel cuore dell’Europa.

A prendere parte alla missione c’è anche Lorenzo Ianiro, in rappresentanza di Aurelio in Comune. La sua presenza dentro questa carovana non è soltanto un gesto simbolico, ma una scelta politica precisa: stare dalla parte di chi soffre, di chi resiste alla devastazione della guerra, di chi considera l’aiuto umanitario e la protezione delle persone più fragili un dovere morale prima ancora che civile.

"Un viaggio difficile, ma necessario, che unisce solidarietà, impegno civile e assunzione di responsabilità di fronte alla tragedia che continua a consumarsi nel cuore dell’Europa."

Oggi, più che mai, c’è bisogno di essere partigiani della pace

Con lui c’è anche il fazzoletto donato dalla Sezione ANPI Montespaccato, segno di una memoria viva che continua a parlare al presente. In un tempo in cui la guerra torna a imporsi come orizzonte normale del discorso pubblico, quel fazzoletto richiama una tradizione antifascista e popolare che rifiuta la violenza come strumento di risoluzione dei conflitti e riafferma il valore della solidarietà tra i popoli.

Oggi, più che mai, c’è bisogno di essere partigiani della pace. Significa rifiutare ogni tentativo di trascinare le coscienze dentro una logica di guerra, respingere l’idea che ci si debba arruolare culturalmente, politicamente o moralmente in un conflitto che continua a produrre morte, distruzione e sofferenza per milioni di persone. La pace non è passività, né equidistanza: è una scelta attiva, esigente, profondamente politica.

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Contrastare l’assuefazione alla guerra

Per noi di Aurelio in Comune, essere dalla parte della pace significa stare accanto alle vittime, sostenere chi costruisce corridoi umanitari, aiutare chi fugge, difendere il valore della cooperazione e della fraternità internazionale. Significa anche contrastare l’assuefazione alla guerra, che rischia di trasformare il dolore altrui in rumore di fondo e la tragedia di interi popoli in un fatto ordinario.

Per questo guardiamo a questa carovana con rispetto, gratitudine e partecipazione. E facciamo nostre le parole di Cesare Pavese: «Chi lascia fare e si accontenta, è già un fascista». Oggi non possiamo lasciare fare. Oggi scegliere da che parte stare significa scegliere la pace, la solidarietà e l’umanità.

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