Territorio
Racconti dal territorio: problemi concreti, esperienze collettive, iniziative pubbliche e percorsi di cambiamento
Senza rossetto, memoria viva per il presente di Montespaccato
Redazione
Una memoria concreta, vissuta
La dittatura, la guerra, l’antifascismo, la libertà riconquistata. E poi il primo voto delle donne, con tutta la speranza e l’emozione che portava con sé, ma anche con le ansie di un passaggio storico tanto atteso quanto fragile. Tra queste, quella di presentarsi al seggio senza trucco, per il timore che il rossetto potesse compromettere la validità della scheda elettorale: un dettaglio solo in apparenza marginale, che racconta bene il peso e la solennità di quel momento.
Senza rossetto, il film di Emanuela Mazzina e Silvana Profeta, proiettato oggi nella Ex Campari dalla Sezione ANPI Montespaccato, ha riportato al centro proprio questa memoria. Una memoria concreta, vissuta, capace di parlare non solo della conquista del voto femminile, ma del lungo cammino che ha reso possibile la democrazia nel nostro Paese. Un percorso nato dalla Resistenza e dall’antifascismo, che ancora oggi interpella le nostre coscienze.
"Per questo iniziative come quella promossa dall’ANPI a Montespaccato hanno un valore che va oltre il singolo evento culturale. Tengono insieme storia e attualità, coscienza civile e territorio, e dimostrano quanto sia importante costruire spazi pubblici in cui la memoria possa diventare strumento di crescita politica, sociale e democratica."
Diritti, libertà, partecipazione: tutto ciò che è stato ottenuto va difeso
Non si è trattato, quindi, soltanto di una proiezione cinematografica, ma di un’occasione di riflessione collettiva. Il film nasce nel passato, ma guarda con forza al presente e al futuro, ricordandoci che nessuna conquista democratica è definitiva. Diritti, libertà, partecipazione: tutto ciò che è stato ottenuto va difeso, praticato e riconfermato ogni giorno, soprattutto in un tempo in cui troppe volte la memoria viene svuotata o ridotta a celebrazione formale.
Per questo iniziative come quella promossa dall’ANPI a Montespaccato hanno un valore che va oltre il singolo evento culturale. Tengono insieme storia e attualità, coscienza civile e territorio, e dimostrano quanto sia importante costruire spazi pubblici in cui la memoria possa diventare strumento di crescita politica, sociale e democratica. Spazi in cui le giovani generazioni possano incontrare storie, esperienze e valori capaci di orientare il loro sguardo sul mondo.

Ripartire dalla memoria, dall’antifascismo e dalla partecipazione
Ed è anche per questo che, per il nostro Municipio, la giornata di oggi rappresenta qualcosa di più: la premessa concreta di un futuro possibile per l’ex stabilimento Campari. Un futuro fondato su un utilizzo pubblico, aperto, partecipato, capace di accogliere i giovani e le realtà sociali di Montespaccato, valorizzando il quartiere invece di impoverirlo. Un luogo vivo, condiviso, restituito alla collettività.
È questa l’alternativa che serve: non assegnazioni esclusive costruite per alimentare consenso elettorale e rapporti di forza, ma una visione pubblica che metta al centro il bene comune. Perché da troppi anni scelte opache e chiuse hanno danneggiato Montespaccato e chi lo vive ogni giorno. Ripartire dalla memoria, dall’antifascismo e dalla partecipazione può allora significare anche questo: restituire al quartiere spazi, dignità e futuro.

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