Territorio

Racconti dal territorio: problemi concreti, esperienze collettive, iniziative pubbliche e percorsi di cambiamento

Non chiamatela periferia: Bastogi è città che chiede ascolto

Non chiamatela periferia: Bastogi è città che chiede ascolto

Redazione

Un reportage per guardare Roma dove spesso Roma non guarda

A LSD Libri abbiamo presentato Borgata BST, il reportage di Rita Cantalino e Marco Mastrandrea dedicato a Bastogi. Non soltanto un lavoro giornalistico, ma uno sguardo dentro una delle ferite aperte di Roma Ovest: case, servizi, diritti negati, solitudine istituzionale. E insieme una storia di comunità, resistenza, dignità, legami che tengono dove troppo spesso le istituzioni hanno lasciato vuoti.

Bastogi non è un luogo da raccontare a distanza, né una periferia da osservare con pietismo. È un pezzo di città che chiede di essere ascoltato. È una vertenza che riguarda Roma intera, perché quando un quartiere resta per decenni senza risposte, senza servizi adeguati, senza una prospettiva chiara sul diritto alla casa e sulla qualità della vita, non si produce solo disagio: si produce esclusione democratica. Per questo discutere di Bastogi in una libreria, davanti a una comunità attenta, significa rompere un isolamento. Significa portare fuori dai confini del quartiere una voce che per troppo tempo è stata ignorata o ridotta a emergenza.

Ne abbiamo parlato con Lorenzo Ianiro, Samyra Musleh di Nonna Roma e Andrea Cafiero di Unione Inquilini, intrecciando racconto, esperienza sociale, battaglia per la casa e responsabilità politica. Perché Bastogi non chiede compassione. Chiede casa, ascolto, sicurezza, servizi, futuro. Chiede di essere riconosciuta come comunità, non trattata come problema. Chiede che la città smetta di voltarsi dall’altra parte.

"Bastogi non è un luogo da raccontare a distanza, né una periferia da osservare con pietismo. È un pezzo di città che chiede di essere ascoltato."

Radio Ondarossa

Lorenzo Ianiro

Dal racconto all’organizzazione, dalla rabbia alla proposta

Quando un territorio viene lasciato solo, non basta indignarsi. L’indignazione è necessaria, ma non è sufficiente. Serve costruire alleanze, dare voce a chi vive quella condizione ogni giorno, trasformare il racconto in organizzazione, la rabbia in proposta, la denuncia in cambiamento. È questo il senso politico più profondo di momenti come quello ospitato da LSD Libri: non limitarsi a descrivere una ferita, ma contribuire a costruire la forza collettiva necessaria per curarla.

Ogni volta che Bastogi viene raccontata senza distanza e senza pietismo, ogni volta che la sua voce entra in una libreria, in un’assemblea, in una piazza, accade qualcosa di importante: Roma è costretta a guardare dove troppo spesso ha scelto di non guardare. E guardare davvero significa assumersi una responsabilità. Significa riconoscere che non esistono quartieri sacrificabili, comunità di serie B, vite da amministrare senza ascolto.

Per questo ringraziamo Rita Cantalino e Marco Mastrandrea per aver restituito Bastogi nella sua complessità, senza semplificazioni e senza retorica. Ringraziamo LSD Libri per aver aperto uno spazio di confronto vero. E ringraziamo tutte le persone che continuano a credere che la giustizia sociale non sia uno slogan, ma il modo concreto in cui una città decide di non lasciare indietro nessuno.

Non chiamatela periferia. Chiamatela città che chiede diritti, voce e futuro.

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