Territorio

Racconti dal territorio: problemi concreti, esperienze collettive, iniziative pubbliche e percorsi di cambiamento

Spazi culturali pubblici e partecipati: si apre una fase nuova

Spazi culturali pubblici e partecipati: si apre una fase nuova

Redazione

Da oltre un decennio in cui gli spazi culturali del territorio sono stati abbandonati

Oggi inizia un percorso importante, nato da una richiesta chiara arrivata da centinaia di cittadine e cittadini che lo scorso 30 novembre hanno manifestato sotto le rovine dell’Auditorium per chiedere un cambio di rotta reale sulle politiche culturali del Municipio.

Dopo oltre un decennio in cui gli spazi culturali del territorio sono stati abbandonati, o affidati in modo “temporaneo” a realtà che di fatto ne hanno limitato l’uso e l’accesso per le ragazze e i ragazzi dei nostri quartieri, è arrivato il momento di aprire una fase nuova. Una fase fondata su un principio semplice: gli spazi culturali devono tornare a essere beni comuni, luoghi pubblici, aperti, accessibili e vissuti.

"Serve una scelta politica netta: scartare ogni ipotesi di privatizzazione e costruire invece un modello pubblico e partecipato."

Serve una scelta politica netta: scartare ogni ipotesi di privatizzazione

Questo riguarda l’Auditorium, l’ex Campari di Montespaccato e tutti gli spazi presenti e futuri del Municipio. Luoghi che non possono essere pensati come contenitori vuoti, né come spazi da sottrarre alla comunità, ma come presìdi culturali e civici da restituire alla partecipazione del territorio.

Per farlo serve una scelta politica netta: scartare ogni ipotesi di privatizzazione e costruire invece un modello pubblico e partecipato, capace di coinvolgere nella programmazione singoli artisti, associazioni, scuole e tutte le energie vive che nei quartieri producono cultura, relazioni e inclusione.

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Noi ci saremo, con la convinzione che restituire spazi culturali pubblici e partecipati

La cultura non può essere un privilegio per pochi né una concessione temporanea. Deve diventare un diritto concreto, praticabile, vicino alla vita delle persone. Per questo il percorso che si apre oggi è importante: perché può segnare l’inizio di una stagione diversa, fatta di trasparenza, condivisione e accesso reale.

Noi ci saremo, con la convinzione che restituire spazi culturali pubblici e partecipati al Municipio significhi restituire voce, opportunità e futuro ai nostri quartieri.

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