Territorio
Racconti dal territorio: problemi concreti, esperienze collettive, iniziative pubbliche e percorsi di cambiamento
Zona rossa? Cornelia, Boccea e Valle Aurelia non sono una scorciatoia
Redazione
Una misura che fotografa un problema politico
La zona rossa a Cornelia, Boccea e Valle Aurelia non è soltanto una misura di ordine pubblico. È una fotografia politica di un territorio in cui troppe criticità sono state lasciate crescere per troppo tempo: spaccio, degrado, paura, spazi pubblici poco curati, stazioni e fermate percepite come insicure, commercio di prossimità in difficoltà, strade che nelle ore serali diventano meno attraversabili.
Sono problemi reali, che nessuno può liquidare o minimizzare. Proprio perché sono reali, però, meritano risposte più serie di un’etichetta. La sicurezza non può essere affrontata soltanto quando diventa emergenza, né ridotta a un perimetro da segnare sulla mappa. La cosa più grave è il quadro politico che si è prodotto: la Lega chiede la zona rossa, la Presidente del Municipio Sabrina Giuseppetti la sostiene, mentre pezzi della sua stessa maggioranza prendono le distanze.
Questo dice molto sulla mancanza di una linea autonoma, sociale, progressista e amministrativa da parte del Municipio. Invece di guidare una risposta complessiva, si finisce per inseguire l’impostazione della destra.
"La cosa più grave è il quadro politico che si è prodotto: la Lega chiede la zona rossa, la Presidente del Municipio Sabrina Giuseppetti la sostiene, mentre pezzi della sua stessa maggioranza prendono le distanze."
Sicurezza significa presenza, cura e governo del territorio
Per Aurelio in Comune la sicurezza non è mai stata un tema da regalare alla Lega. Ma non è nemmeno una parola da pronunciare solo quando arriva l’emergenza. Sicurezza significa presenza pubblica, illuminazione, manutenzione, pulizia, servizi sociali, presidi educativi, cura delle piazze, sostegno al commercio di prossimità, controllo del territorio, politiche giovanili, mediazione sociale, spazi vivi. Significa impedire che pezzi di città vengano lasciati soli fino al punto da poter essere raccontati solo come problema.
Cornelia, Boccea e Valle Aurelia non hanno bisogno di essere marchiate. Hanno bisogno di essere governate. E governare significa assumersi responsabilità prima, non rincorrere soluzioni simboliche dopo. Per questo continueremo a batterci per una sicurezza vera: non contro i quartieri, ma insieme ai quartieri. Non fondata sulla paura, ma sulla cura. Non costruita con la propaganda, ma con giustizia sociale, presenza amministrativa e comunità.

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