Dalle istituzioni
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La sedia vuota della Giunta e il vuoto politico sulle bancarelle di Giureconsulti
Maristella Urru
Introduction
C’è un’immagine che più di tutte racconta quanto accaduto oggi in Commissione: la sedia vuota dell’Assessora al Commercio e alle Attività Produttive. Una sedia che non rappresenta soltanto un’assenza personale, ma un modo di governare che evita il confronto, scarica le responsabilità e lascia senza risposta cittadini, operatori e istituzioni municipali. Dopo aver esautorato la Commissione dalla delocalizzazione delle bancarelle di Piazza dei Giureconsulti, e dopo aver fatto ricadere sui residenti le conseguenze di una gestione sbagliata, con multe e rimozioni di automobili, la Giunta ha scelto ancora una volta di non metterci la faccia.
È questo il punto politico più grave. In un percorso già segnato dall’esclusione degli operatori coinvolti, del Comitato che ha sollevato il problema e persino delle consigliere e dei consiglieri, di maggioranza e di opposizione, l’assenza dell’assessora certifica una concezione povera della democrazia locale. Le decisioni vengono prese altrove, senza trasparenza e senza un vero coinvolgimento delle istituzioni territoriali, che vengono svuotate della loro funzione e ridotte a luoghi chiamati soltanto a ratificare scelte già compiute.
"In un percorso già segnato dall’esclusione degli operatori coinvolti, del Comitato che ha sollevato il problema e persino delle consigliere e dei consiglieri, di maggioranza e di opposizione, l’assenza dell’assessora certifica una concezione povera della democrazia locale."
Introduction
A rendere tutto ancora più paradossale è il fatto che le proposte avanzate dall’Assessorato siano state giudicate non idonee dalla Polizia di Roma Capitale. E che sia stato addirittura il comando dei vigili urbani a formulare proposte agli organi politici del Municipio. Un ribaltamento anomalo dei ruoli, che mostra tutta la fragilità di una gestione amministrativa confusa, incapace di assumersi fino in fondo la responsabilità delle proprie decisioni.
Questa vicenda non riguarda soltanto la collocazione di alcune bancarelle. Riguarda il rispetto dovuto alle cittadine e ai cittadini, agli operatori economici, al territorio e alle istituzioni municipali. Quando si escludono le persone dai processi decisionali che le riguardano direttamente, quando si mortifica la Commissione e si evita il confronto pubblico, il danno non è solo amministrativo: è democratico.
Per questo non basta denunciare l’ennesima assenza. Serve riaffermare un principio chiaro: il Municipio non può essere ignorato, né le comunità possono essere trattate come un ostacolo da aggirare. Le scelte sul commercio, sulla mobilità e sull’uso degli spazi pubblici devono nascere dal confronto, dalla trasparenza e dal rispetto dei ruoli istituzionali.
La sedia vuota di oggi, in fondo, è il simbolo di un vuoto più profondo: quello di una politica che rinuncia ad ascoltare, a spiegare, a decidere insieme. Ed è proprio contro questo vuoto che bisogna continuare a battersi.

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