Territorio
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Bastogi non si decide dall’alto: diritti, trasparenza e partecipazione
Redazione
Un’assemblea autoconvocata per rimettere al centro chi vive il quartiere
Abbiamo partecipato all’assemblea autoconvocata dalle cittadine e dai cittadini di Bastogi, nata dalla necessità di discutere insieme del futuro del quartiere dopo la presentazione di un progetto arrivato prima di un vero confronto con chi in quel territorio vive ogni giorno.
Bastogi non è un plastico da esibire a una fiera immobiliare, né un quartiere da raccontare sui giornali prima ancora di parlare con le persone. Presentare una proposta e promettere la partecipazione solo dopo significa rovesciare il rapporto corretto tra istituzioni e cittadinanza: prima vengono l’ascolto, la trasparenza, il riconoscimento dei bisogni reali; poi i progetti.
"Bastogi non è un plastico da esibire a una fiera immobiliare, né un quartiere da raccontare sui giornali prima ancora di parlare con le persone."
Ripartire dalla mozione approvata in Assemblea Capitolina
Su Bastogi una strada era già stata indicata con chiarezza dalla mozione di Alleanza Verdi Sinistra approvata all’unanimità in Assemblea Capitolina, con una sola significativa astensione: passaggio ad ERP, regolarizzazione dei residenti e tavolo permanente tra cittadini, istituzioni e associazioni come base per affrontare la necessaria rigenerazione del quadrante.
È da lì che bisogna partire, non da annunci calati dall’alto o da decisioni prese altrove sulla pelle delle persone. Bastogi chiede rispetto, diritti, trasparenza e un percorso vero. Noi continueremo a stare accanto a chi a Bastogi vive, lotta e resiste ogni giorno, con la serietà di chi sa che prendersi cura di questo quartiere significa avere cura, insieme, del suo presente e del suo futuro.

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