Dalle istituzioni

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Cavalleggeri ha bisogno di risposte, non di rinvii

Cavalleggeri ha bisogno di risposte, non di rinvii

Lorenzo Ianiro

La riunione congiunta delle Commissioni Ambiente, Mobilità e Lavori Pubblici sulle criticità del quadrante di Cavalleggeri ha confermato una verità che i residenti conoscono da tempo: il territorio non può più essere governato inseguendo le emergenze, ma ha bisogno di scelte chiare, tempi certi e assunzione di responsabilità politica.

Il rinnovo della convenzione per i lavori del cantiere di via del Crocifisso rende ancora più urgente intervenire sulla mobilità e sulla riduzione dei disagi per chi vive il quartiere ogni giorno. Per questo è decisivo che nella prossima Conferenza dei Servizi siano presenti anche le realtà civiche del territorio: se si vuole davvero difendere l’interesse pubblico, non lo si può evocare a parole e poi svuotarlo nei fatti, escludendo proprio chi rappresenta le esigenze concrete della cittadinanza.

Lo stesso vale per via Paolo II, dove dopo il voto favorevole del Consiglio sull’acquisizione al patrimonio municipale e sulla prospettiva di un centro civico, la Giunta deve accelerare senza ulteriori esitazioni, affrontando subito anche il tema della rimozione dell’amianto.

"Ma Cavalleggeri non è soltanto il luogo dei problemi accumulati: è anche il banco di prova della capacità delle istituzioni di trasformare le richieste del territorio in percorsi concreti. "

Ma Cavalleggeri non è soltanto il luogo dei problemi accumulati: è anche il banco di prova della capacità delle istituzioni di trasformare le richieste del territorio in percorsi concreti. In questa direzione va letta positivamente la scelta di suddividere le richieste del Laboratorio di Quartiere San Pietro - Cavalleggeri in tre distinti percorsi di lavoro, con l’obiettivo di arrivare il prima possibile a risposte certe.

È un metodo utile, a condizione però che non diventi l’ennesimo modo per rinviare decisioni già troppo attese. Lo stesso spirito deve guidare il lavoro sulla Passeggiata del Gelsomino, collegamento ciclopedonale strategico tra il Parco Monte Ciocci e la Stazione San Pietro, che deve essere realizzato entro il prossimo Giubileo, e sulle questioni ancora aperte come Piazza Pio XI, che non possono essere semplicemente spostate in avanti senza una nuova e ravvicinata assunzione di responsabilità.

Il punto politico è tutto qui: Cavalleggeri ha già aspettato abbastanza. Ora servono atti, non formule interlocutorie.

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