Territorio

Racconti dal territorio: problemi concreti, esperienze collettive, iniziative pubbliche e percorsi di cambiamento

Cinque colpi contro la Cgil, un attacco ai diritti e alla democrazia

Cinque colpi contro la Cgil, un attacco ai diritti e alla democrazia

Redazione

Un’intimidazione gravissima contro la sede di Primavalle

C’è un limite che non può essere oltrepassato, e quanto accaduto alla sede della Cgil di Primavalle lo supera in modo netto e inquietante. I cinque colpi d’arma da fuoco esplosi contro una sede sindacale rappresentano un fatto gravissimo, che non può essere derubricato a gesto isolato o marginale.

Colpire la Cgil significa colpire un presidio di diritti, partecipazione democratica e tutela del lavoro. A chi ogni giorno opera per difendere lavoratrici e lavoratori va una solidarietà piena, convinta e senza riserve.

"Colpire la Cgil significa colpire un presidio di diritti, partecipazione democratica e tutela del lavoro. A chi ogni giorno opera per difendere lavoratrici e lavoratori va una solidarietà piena, convinta e senza riserve."

Un gesto che nasce in un clima avvelenato

Un episodio di questa natura non nasce nel vuoto. Si inserisce dentro un clima politico e culturale sempre più pesante, segnato da campagne di odio e di delegittimazione sistematica contro il sindacato e contro il suo segretario Maurizio Landini.

Dai referendum descritti come una minaccia interna, fino agli attacchi rivolti a chi difende il diritto internazionale e il rispetto delle regole comuni, prende forma una narrazione tossica in cui il dissenso viene trattato come qualcosa da colpire, isolare e mettere a tacere. È in questo terreno avvelenato che maturano gesti intimidatori di una simile gravità.

Image

La scelta di campo: diritti contro odio politico

Di fronte a fatti come questi non sono possibili ambiguità né equilibrismi. Occorre scegliere con chiarezza da che parte stare. La scelta è quella di chi difende il conflitto democratico e rifiuta l’intimidazione, di chi tutela i diritti e respinge l’odio politico come strumento di lotta.

Stare dalla parte del sindacato, oggi, significa stare dalla parte della democrazia, della libertà di organizzazione e della dignità del lavoro. Ed è una posizione che va affermata con nettezza, senza esitazioni e senza zone grigie.

Image

Non perdiamoci
di vista

Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere notizie e aggiornamenti.

Compila i campi obbligatori!
Naviga
Conosci
Partecipa
CONTATTI

+39 339 690 1004
aurelio.incomune@gmail.com
Via Adriano I, 129 (00167 Roma)