Territorio
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Casalotti e l’ennesimo supermercato: quando il privato prende il posto della città
Redazione
Un nuovo intervento che ripropone uno schema già visto
A Casalotti sta per sorgere un nuovo supermercato, l’ennesimo intervento che sembra riproporre una dinamica ormai nota nel territorio. Ogni volta il racconto è lo stesso: qualche servizio in più, presentato come segno di sviluppo e modernizzazione, in cambio però di un’ulteriore cessione di pezzi di città pubblica all’iniziativa privata.
È un meccanismo che viene proposto come inevitabile e persino vantaggioso, ma che apre una domanda politica precisa: è davvero questa la direzione con cui si vuole governare il quartiere e, più in generale, il Municipio?
"Casalotti, come ogni altro quartiere del Municipio, avrebbe bisogno di servizi veri, spazi di incontro e presìdi di cittadinanza, non di operazioni che aumentano il peso del privato senza rispondere ai bisogni profondi del territorio. Per questo continuerà l’attenzione su queste trasformazioni, insieme alla proposta di un modello urbano diverso, fondato su partecipazione, giustizia territoriale e bene comune."
Dalla retorica della riqualificazione ai bisogni lasciati fuori
Quello che accade a Casalotti non appare come un caso isolato, ma come parte di un modello più ampio che si ripete in altri quadranti del Municipio. Succede con supermercati e nuove palazzine, succede a Bastogi con i campi da padel, succede a Cavalleggeri con alberghi e studentati destinati a pochi.
Ogni volta queste operazioni vengono raccontate come progresso, sviluppo o riqualificazione, ma intanto i bisogni reali del territorio continuano a rimanere ai margini: trasporti, spazi pubblici, salute, cultura, socialità. È qui che emerge il limite di una visione che riduce la trasformazione urbana a una somma di interventi immobiliari, senza una strategia capace di mettere davvero al centro la qualità della vita delle persone.

Una diversa idea di città e di interesse pubblico
L’idea di città che viene proposta in alternativa è un’altra: una città in cui l’interesse pubblico non venga sacrificato ogni volta in nome di un ritorno economico immediato, e in cui i quartieri non siano considerati superfici da valorizzare sul mercato ma luoghi da vivere, curare e rafforzare.
Casalotti, come ogni altro quartiere del Municipio, avrebbe bisogno di servizi veri, spazi di incontro e presìdi di cittadinanza, non di operazioni che aumentano il peso del privato senza rispondere ai bisogni profondi del territorio. Per questo continuerà l’attenzione su queste trasformazioni, insieme alla proposta di un modello urbano diverso, fondato su partecipazione, giustizia territoriale e bene comune.

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