Territorio

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Casalotti tra scaricabarile politico e nuova speculazione edilizia

Casalotti tra scaricabarile politico e nuova speculazione edilizia

Redazione

PD e destra si accusano, ma il territorio resta senza risposte

A Casalotti si è aperto un nuovo e grave scaricabarile politico intorno all’ampliamento del centro Enea, nella palazzina accanto all’ingresso della scuola Boccea 590. Da un lato, le parole attribuite alla Presidente del Municipio XIII, che avrebbe presentato i richiedenti asilo come un problema di ordine pubblico, segnano un arretramento politico e culturale molto pesante, perché trasformano persone in cerca di protezione in una questione di sicurezza.

Dall’altro, la destra prova a sottrarsi alle proprie responsabilità, fingendo di ignorare che la decisione dipende dalla Prefettura, cioè dal Governo che essa stessa esprime. In mezzo, restano i cittadini, esposti a una polemica opaca che non chiarisce nulla e che usa ancora una volta il territorio come spazio di propaganda.

"Da un lato, le parole attribuite alla Presidente del Municipio XIII, che avrebbe presentato i richiedenti asilo come un problema di ordine pubblico, segnano un arretramento politico e culturale molto pesante, perché trasformano persone in cerca di protezione in una questione di sicurezza."

Intanto si prepara l’ennesima colata di cemento

Ma mentre Partito Democratico e destra si rimpallano accuse, il punto vero rischia di passare in secondo piano: su quello stesso terreno si prepara l’ennesima operazione edilizia, un’altra colata di cemento che si aggiunge a quelle già in corso nel quartiere.

È qui che si vede il tratto più preoccupante della vicenda: nessuna pianificazione seria per la mobilità, nessuna visione per i trasporti, nessun progetto complessivo per il futuro di Casalotti, ma solo altro consumo di suolo e nuove pressioni urbanistiche scaricate sulla vita quotidiana dei residenti.

Per questo non è accettabile che il quartiere venga usato come campo di battaglia tra vecchie logiche di potere, mentre intanto il territorio continua a essere svenduto alla speculazione. La richiesta che sale da Casalotti è semplice e netta: verità, trasparenza e scelte giuste.

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