Territorio
Racconti dal territorio: problemi concreti, esperienze collettive, iniziative pubbliche e percorsi di cambiamento
Parco della Cellulosa, la politica arranca dove i cittadini hanno già fatto la storia
Riccardo Filippo Mancini
Sono quasi vent’anni che cittadine, cittadini e associazioni di Casalotti attendono l’acquisizione comunale del Parco della Cellulosa, dopo aver difeso quell’area e averla sottratta alla speculazione edilizia. È una vicenda che attraversa il tempo lungo dell’impegno civico, il lavoro di almeno due generazioni di attivisti e il futuro stesso del quadrante.
Proprio per questo colpisce che una questione così importante rischi oggi di essere ridotta a terreno di tatticismo elettorale tra alleati di governo. In questi anni si sono succeduti quattro sindaci, di colori politici diversi, capaci ogni volta di suscitare speranze senza però trasformarle in risultati concreti.
E quando il ritardo raggiunge queste dimensioni, la politica dovrebbe avere il pudore di abbassare i toni, rinunciare alle bandierine e mostrare piuttosto umiltà verso i cittadini e gratitudine verso quei volontari che, in assenza delle istituzioni, hanno garantito la conservazione e la fruibilità di un bene comune.
" In questi anni si sono succeduti quattro sindaci, di colori politici diversi, capaci ogni volta di suscitare speranze senza però trasformarle in risultati concreti. "
Gli atti che verranno prodotti dalla Giunta diranno se davvero esiste la volontà di chiudere questa lunga attesa, ma già oggi c’è un punto che non può essere eluso: non basta acquisire formalmente il Parco, bisogna anche decidere come governarlo.
E preoccupa che nel dibattito pubblico manchi proprio questo elemento, cioè il riconoscimento del ruolo di chi in questi anni ha tenuto vivo quel luogo. Un modello serio di gestione non può prescindere dal coinvolgimento delle realtà del quartiere, delle associazioni e delle energie civiche che hanno reso possibile la tutela del Parco quando la politica era assente.
Le esperienze di sussidiarietà già diffuse in molte parti del Paese, insieme alla legge regionale sull’amministrazione condivisa dei beni comuni, offrono una base concreta da cui partire. Il Parco della Cellulosa non ha bisogno di una passerella finale, ma di una scelta politica matura: riconoscere che i beni comuni si difendono davvero solo quando si amministrano insieme.

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