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Largo Giuseppe Meroldi: a Montespaccato la memoria diventa impegno
Redazione
Non si è trattato soltanto di una cerimonia istituzionale
Ieri è stata una giornata importante per Montespaccato, ed è stata una giornata importante anche per tutta la comunità di Aurelio in Comune.
Con l’intitolazione dell’ex piazza Campari a Giuseppe Meroldi, storico segretario della sezione locale del PCI, questo luogo porta oggi il suo nome: Largo Giuseppe Meroldi. Un risultato significativo, che nasce dalla mozione presentata da Lorenzo Ianiro e Maristella Urru, e che restituisce alla memoria collettiva un pezzo di storia politica e popolare che meritava di tornare al suo posto.
Non si è trattato soltanto di una cerimonia istituzionale. È stato un momento di emozione autentica, di riconciliazione con la storia di questo quartiere e con i valori che ne hanno costruito l’identità. Per questo vogliamo ringraziare di cuore la famiglia di Peppe – i figli, i nipoti – che ci ha accompagnato lungo questo percorso, così come i suoi storici compagni, che ieri hanno condiviso con noi una partecipazione intensa e carica di significato.
Intitolare una piazza a Giuseppe Meroldi non significa soltanto ricordare una figura importante della storia locale. Significa riconoscere il valore di una stagione politica fatta di radicamento, impegno collettivo, presenza nei quartieri, lotta per i diritti e per la dignità delle persone. Significa riaffermare che la memoria, quando è viva, non appartiene al passato ma parla al presente e orienta il futuro.
"Intitolare una piazza a Giuseppe Meroldi non significa soltanto ricordare una figura importante della storia locale. Significa riconoscere il valore di una stagione politica fatta di radicamento, impegno collettivo, presenza nei quartieri, lotta per i diritti e per la dignità delle persone."
Questo, per noi, è il rinnovo di una promessa
Per noi questo gesto non è solo un atto simbolico. È il rinnovo di una promessa. Da Montespaccato, che oggi non è più una borgata ma un quartiere vivo, consapevole e orgoglioso, passa una parte importante della dignità delle periferie del nostro territorio. Ed è proprio qui che si misura la capacità della politica di essere all’altezza dei bisogni reali delle persone.
Continueremo a lavorare per quella giustizia sociale che Peppe Meroldi avrebbe voluto vedere affermata concretamente: affrontando le difficoltà di un quartiere troppo spesso dimenticato, dove negli ultimi anni, troppo spesso, agli interventi veri di riscatto si sono sostituite operazioni di facciata. Eppure le ferite sociali restano, e gli episodi vissuti quest’estate lo hanno dimostrato con forza.
Per questo il nostro impegno non si ferma. Riguarda la mobilità, i parcheggi, la sicurezza stradale, le infrastrutture, la tutela e il rafforzamento del tessuto sociale. Riguarda in fondo una stessa idea di quartiere: un luogo in cui le istituzioni devono saper ascoltare, intervenire, accompagnare, e non limitarsi a inseguire i problemi quando esplodono.
Ogni battaglia che affrontiamo nasce da un principio semplice: quando le istituzioni non riescono a stare al passo con i bisogni delle persone, sono le persone a dover alzare la testa e la voce per cambiare la storia del proprio quartiere. È quello che ha fatto Giuseppe Meroldi, insieme alle sue compagne e ai suoi compagni. È quello che continua a indicare anche a noi la sua storia.
Oggi Montespaccato dedica a Peppe Meroldi una piazza. E noi rinnoviamo, ogni giorno, il nostro impegno perché quella memoria continui a vivere nelle battaglie del presente.

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